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Reportage fotografico 2016 14 marzo 2017 - Daniele Bassani Reportage Leggi tutto Condividi
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Volley giovanile: investire nella tecnica, anche quando…. Volley giovanile: investire nella tecnica, anche quando…. 25 febbraio 2017 - Maurizio Simionato Doveva essere uno solo, ma invece Giovedì 23 Marzo sono arrivati addirittura in cinque gli amici della Scuola Regionale di Pallavolo di Arluno. Già questo è stato un primo, importante segnale. Nonostante l’ora non fosse la migliore, gli allenatori Mauro di Maulo e Gianluigi Sommaruga, insieme al loro Presidente Piero Amato e a due atlete delle loro squadre, hanno speso con entusiasmo un paio d’ore in palestra con noi, spiegandoci e mostrandoci gli aspetti più importanti di tre tipi di servizio del Volley: la battuta Float, la Jump-Float e la Jump-Spin. Per gli addetti ai lavori, sintetizziamo al massimo dicendo che le prime due sono senza rotazione di palla e con traiettoria flottante, mentre la terza prevede una palla che ruota e presenta molti aspetti in comune con la schiacciata. Le nostre 20 ragazze presenti (dalle squadre U14, U16, U18) hanno ascoltato con attenzione, provando con buona efficacia ad eseguire gli esercizi proposti. Novità e puntualizzazioni di cose già apprese in passato si sono mescolate e rincorse per tutta la sera. Un pizzico di sana sorpresa è venuto poi anche da qualche giusto richiamo ad una necessaria e costante disciplina e concentrazione che va tenuta durante l’allenamento così come nei momenti che lo precedono. Simpatico in tal senso, ma indicativo di quale dovrebbe essere il giusto approccio, il riferimento che Gianluigi ha fatto ai braccialetti che, si sa, per una ragazza sono spesso un simbolo pressoché irrinunciabile: “Se volete fare pallavolo, dovete toglierli. Potreste farvi male, e potrebbero farvi sbagliare un bagher. Li rimetterete quando uscirete dalla palestra”. O efficace nella sua chiarezza questa frase: “Se l’allenatore chiama, e voi siete lontane, magari in fondo alla palestra, si va da lui correndo, non camminando e chiacchierando come se foste a passeggio…”. Parole semplici, non di rimprovero, ma di invito a fare le cose con serietà e passione. Ma gli amici di Arluno hanno lasciato un messaggio forse ancora più importante anche agli allenatori: “Non lasciate che le ragazze giovani imparino la tecnica sbagliata di una battuta, di una schiacciata, o di qualsiasi fondamentale. Anche se questo in certe situazioni può consentire di conquistare oggi qualche punto in più in una partita di U12, U13, U14, domani, nelle categorie maggiori, si trasformerà in una barriera insormontabile, impedendo il processo di miglioramento delle atlete”. Parole forse non facili da digerire, ma estremamente sagge e vere. Occorre dunque investire nella tecnica, anche quando questo costa fatica, e anche se può voler dire vedere qualche volta il tabellone segnapunti che avanza meno di quanto ci piacerebbe. “Facciamo un esempio. Se permettiamo ad una ragazzina di 13 anni di eseguire un servizio dall’alto con un caricamento del braccio scorretto e/o non controllato pur di ottenere un tiro più forte e potente, lei memorizzerà ed automatizzerà quella sequenza disordinata di gesti nel suo bagaglio tecnico e motorio. Magari questo consentirà alla squadra di guadagnare dei punti in partita, se le avversarie non avranno un livello di ricezione sufficiente per gestire battute forti (situazione abbastanza frequente in queste categorie giovanili). Ma noi allenatori avremo commesso una serie di errori: la ragazzina non avrà imparato il controllo dei propri movimenti e di conseguenza non sarà in grado di indirizzare la palla su un bersaglio definito; faticherà tantissimo e impiegherà molto tempo a correggere l’impostazione errata del braccio, quando dovrà passare a step successivi e più complessi in questo fondamentale (… e non è detto che ci riesca…), mettendo quindi ad alto rischio futuri miglioramenti tecnici. E, ultimo ma non ultimo, potrebbe anche alla lunga andare incontro a problemi alla spalla o alla schiena dovuti all’esecuzione ripetuta nel tempo di un movimento scorretto che può provocare danni articolari, muscolari o scheletrici”. Riassumendo, sono state dunque due ore intense quelle di Giovedì scorso. Tecnica, suggerimenti, richiami, riferimenti ad alcuni princìpi di fondo da tenere sempre ben presenti: una carrellata di ottime indicazioni per tutti, insomma. Noi non possiamo che dire un grosso “grazie” agli amici di Arluno per la disponibilità e per quanto hanno saputo trasmetterci: ma siamo sicuri che il miglior ringraziamento per loro sono state tre parole dette con la massima spontaneità ed il sorriso sulle labbra da una delle nostre ragazze mentre usciva dalla palestra per tornare a casa. “Che bell’allenamento!!!” Leggi tutto Condividi
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Primo tempo e palla al centro!  … anzi, al centrale! Primo tempo e palla al centro! … anzi, al centrale! 11 febbraio 2017 - Maurizio Simionato Bene… Provate voi a mettere 20 ragazze dai 13 ai 23 anni in una palestra, alle 18 di un venerdì pomeriggio, a farle correre, saltare, fare addominali, dorsali, flessioni, plank, squat, e non sentire nessuna protesta. Oppure a spiegare come devono essere posizionate le braccia per poter eseguire un buon muro, e non doverlo ripetere 10 volte perché è bastata la prima, e non c’è neppure stato bisogno di gridare, perché tutte erano in silenzio. Beh, lui c’è riuscito, e con il sorriso sulle labbra. Un mago forse? Un ipnotizzatore? Un soldato con un fucile in mano? No, semplicemente Paolo Cozzi. Con un passato recente di medaglia d’argento alle Olimpiadi, di scudetti vinti in Serie A1, di infinite partite con la Nazionale di Volley. E oggi con un negozio specializzato per la pallavolo a due passi da noi. Ha voluto chiamarlo “Primo Tempo”, esattamente come quel fondamentale tecnico di attacco nel volley, che è tipico di chi gioca nel ruolo di centrale. Che poi era il suo, fino a pochi anni fa. E’ stato con noi con la semplicità, la naturalezza e l’umiltà che nello sport solo i veri campioni sanno avere. Per quasi un paio d’ore, ci ha insegnato qualcuno degli esercizi che lui ha fatto per anni nelle palestre e nei palazzetti di tutt’Italia e spesso anche in giro per il mondo; ha spiegato come mettere un braccio, come spostare i piedi o eseguire una rincorsa di schiacciata nel giusto modo; ma ha anche scherzato con le ragazze, e trovato il tempo per firmare qualche autografo alle bimbe del Minivolley che sono venute apposta per vedere lui, con la loro fantastica curiosità e voglia di imparare. Tutto questo come se fosse uno dei nostri allenatori da sempre. Ognuna delle ragazze sicuramente si è portata a casa qualche consiglio, si è annotata mentalmente qualche spiegazione o si è impressa nella memoria qualche suggerimento tecnico, ciascuna mettendoli poi in relazione con le proprie capacità, con la propria età e con le caratteristiche della propria squadra. Ma di sicuro tutte, non importa se tredicenni o ventenni, hanno potuto far tesoro anche di una tra le ultime frasi che ci ha detto prima di salutarci: “Ognuna fa parte di una squadra: e in una squadra si condivide tutto: la fatica di una è la fatica di tutte, l’errore di una è l’errore di tutte: il punto di una è il punto di tutte. Solo così si è squadra. Solo così possiamo giocare e gioire in questo bellissimo sport che è il Volley”. Grazie Paolo!! …. E alla prossima!!! (… noi ci speriamo!!!...) Leggi tutto Condividi
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La Top Junior si qualifica per i quarti di coppa! La Top Junior si qualifica per i quarti di coppa! 10 febbraio 2017 - Angelo Massaro San Carlo MI - OSG 2001 2-7 (Bulgarelli 4, Gebralif 2, Furlan 1)Continua la marcia in coppa per i ragazzi di Massaro e De Santis.Gli azzurri si impongono per 2-7 sul difficile campo del San Carlo MI. Prestazione convincente e quarti di coppa conquistati.Da segnalare l'ottima prestazione da parte di tutta la squadra senza particolari sbavature. Leggi tutto Condividi
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